Un uomo e una donna che si amano profondamente sapranno, “riscrivendosi”, ascoltarsi nel silenzio; una coinvolgente storia sull’amore adulto, sulle solitudini e la dipendenza affettiva. Più in là del silenzio (Le Lettere, 2026) è il nuovo romanzo di Fabrizio Guarducci, scrittore, saggista e autore fiorentino, che si è avvalso della collaborazione di Monica Milandri, appassionata di arte e musica classica, che vive e lavora a Firenze.
Teodoro e Claudia, un incontro fortuito a casa di amici e fu amore da subito. Claudia si occupava del suo negozio di abbigliamento; Teodoro, accademico, spesso impegnato in conferenze fuori casa. Figlio unico di genitori non più giovani, era cresciuto in una casa dove le parole si pesavano con molta attenzione. Genitori contenuti nelle emozioni e in ogni moto dell’anima: non ricordava abbracci né parole di incoraggiamento. Il suo mondo divenne ben presto quello dei libri, e in breve tempo divenne “un uomo composto, affidabile, sempre puntuale” e con una brillante carriera accademica.
L’incontro con Claudia gli provocò un richiamo e un desiderio che non sentiva da anni. Lei era una donna diversa dalle altre, dolce, forte, che lasciava spazio. Per lui, abituato a vivere nel chiuso di un mondo di concetti e teorie, il suo rifugio, la vita con lei sembrava essere diventata affascinante. Teodoro sapeva che non bastava, che amare non significava solo essere compresi. E Claudia lo amava profondamente e lo comprendeva. Era nata in una casa piena di rumori, “che riempivano l’aria di vita”. Con Teodoro si sorprendeva a vivere nel suo mondo di libri e parole antiche, in una calma lucida, composta. “Erano due universi diversi ma complementari”. Una differenza che inizialmente era una ricchezza, ma con il tempo il silenzio iniziò a pesarle. Lo sentiva come una mancanza di coinvolgimento tra loro due, di interesse l’uno verso l’altra; distacco, indifferenza. Qualcosa le sfuggiva, Teodoro le sorrideva ma era assente. Riconobbe quei momenti come un vuoto, una lontananza. “Divennero in breve tempo bravi a stare da soli”.
Claudia aveva quarantacinque anni e la sua età se la sentiva addosso. Il matrimonio con Andrea era finito non per un tradimento ma per “un’erosione invisibile”: silenzi non ascoltati, battute che facevano male. Con Teodoro fu in incontro inatteso: affascinante con il suo mondo di studi e misterioso. Il rifugio di Teodoro divenne anche il suo. In una Milano “che vibrava di un’umidità sottile”, in una città che sembrava immobile, il silenzio tra di loro era diventato una casa. Fuori dal suo rifugio, Teodoro esercitava la parola, la cercava, la discuteva. E al cospetto di Claudia invece fuggiva, elegantemente, mentre lei voleva “che i suoi occhi restassero dentro i suoi”.
Il silenzio era abitato da tutte e due, era la lingua del loro amore, e guiderà le loro vite; la calma era diventata diversa, non un’assenza, non una distanza, ma la scoperta di un nuovo interiore.
In quell’istante entrambi capiscono. Non stanno aspettando che il silenzio finisca. Non è un ponte per tornare a prima. È il luogo in cui adesso stanno imparando a essere. Insieme. Senza domande. Senza risposte. Solo la presenza piena, consapevole. Come due viaggiatori che, perdendosi, abbiano trovato una nuova terra da abitare.
Non era necessario riempire il silenzio con parole inutili, perché vivevano una forma di ascolto reciproco. “Il silenzio si deposita su di loro, ma non è lo stesso di prima”. Forse cercavano questo senza saperlo; non la passione ma una zona franca dell’anima in cui privi di parole si poteva esistere solo di presenza. Si stavano riscrivendo, una scrittura di non lettere ma di gesti. Il bisogno era solo uno: “esserci”.
Più in là del silenzio è un libro potente sulla complessità dell’amore adulto, sull’insicurezza, sulla crescita dell’amore, sulla cura del proprio amore. Ha una profondità narrativa capace di catturare il lettore e di portarlo dentro la narrazione, la difficoltà di amarsi da adulti, l’abitudine silenziosa che corrode due amanti, e tra disagio e sofferenza sapersi ascoltare nel silenzio. Senza le domande, simili a stanze chiuse a chiave come scriveva R. M. Rilke, senza le parole, si possono superare conflitti e la mancanza di intesa. E come scrive l’autrice Monica Milandri, in principio si era noi in un uno, poi la separazione, il silenzio che divide, la discesa nella carne; l’amore non arriva, si ricorda.
- Autori: Fabrizio Guarducci - Monica Milandri
- Categoria: Narrativa Italiana
- Anno di pubblicazione: 2026
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Articolo originale pubblicato su sololibri.live qui: Più in là del silenzio
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