Chi o cosa erano le creature mostruose del passato tra medioevo e età moderna? Che significato avevano per la gente di un tempo? Creavano più paura o curiosità per il loro essere fuori dagli schemi? A raccontarlo ai lettori ci pensa il volume Monstrum. La via “oscura” tra storia, superstizioni e immaginario collettivo di Giancarlo Malacarne, edito da Oligo Editore nel 2024.
Il libro parte con una galleria di immagini nelle quali vengono riportate rappresentazioni e riproduzioni delle creature mostruose del passato (corpi umani con due teste, pecore mostruose, leviatani, creature dalla natura indecifrabile), alcune delle quali presenti anche nel mantovano, territorio di origine dell’autore. Prima di raccontarci queste creature, Giancarlo Malacarne ci introduce alla differenza tra monstrum e prodigium, proprio per aiutarci a capire come il diverso veniva percepito e interpretato nel passato.
Il primo, monstrum, fa riferimento a esseri mostruosi, veri o forse anche creati dalla fantasia umana, che erano fuori dal comune per la loro forma e apparenza, spesso in netto contrasto con i canoni classici della natura, tanto che essi venivano pure interpretati e visti come rappresentazione delle paure ataviche del genere umano. Il secondo, prodigium, tende invece ad avere una connotazione positiva che porta a qualcosa di positivo e quasi miracoloso per chi si imbatte in esso.
Poi comincia una vera e propria carrellata di esseri mostruosi passati o vissuti nella città di Mantova e nel suo territorio, o la cui esistenza in luoghi e corti altre è comunque arrivata nel mantovano tanto da entrare e radicarsi poi nella mente delle persone. La prima è per esempio Giacoma Foroni (siamo tra XVIII e XIX secolo), registrata alla nascita come donna ma che forse era ben altro dall’essere tale. Non mancano poi corpi impagliati, donne dal capo loenino, cani con otto zampe e due teste, mule che mettono al mondo elefanti. Creature che escono dalle immagini abituali della tradizione naturale e che per tale ragione vestono l’abito di mostri.
Restando a Mantova - torta sbrisolona e Palazzo Tè a parte - uno degli elementi presenti e ben noti è il coccodrillo appeso all’intero della santuario di Santa Maria delle Grazie, dove ogni anno si ritrovano i madonnari. Questo rettile sospeso da secoli nella chiesa, che porta i visitati a stare con il naso all’insù, permette all’esperto autore di indagare il significato che il coccodrillo stesso (spesso definito anche drago) ha assunto nel tempo, come simbolo messo in chiesa per esorcizzare il male e per allontanarlo.
Non manca un cenno ai leviatani, ai liocorni, ai basilischi stampati o scolpiti e a esseri deformi o mostruosi dai quali stare alla larga. Presenti anche visioni notturne inquietanti, licantropi, lupi mannari, presunte streghe e stregoni, perché spesso – come ci ha poi insegnato la storia – erano donne o uomini innocenti vittime del pregiudizio e della maldicenza popolare, che le additava per quello che non erano e di conseguenza, anche con lo zampino dell’Inquisizione, venivano condannate a pene esemplari, se non capitali.
Monstrum. La via "oscura" tra storia, superstizioni e immaginario collettivo di Giancarlo Malacarne è un viaggio nel passato, tra Medioevo ed età moderna, alla scoperta delle paure che tormentavano gli uomini e che trovavano sfogo e rappresentazione nelle creature mostruose come presenze costanti nel quotidiano, dove sì c’era qualcosa che incuteva orrore ma che, allo stesso tempo, erano una valvola di sfogo del terrore ancestrale comune al genere umano.
- Autore: Giancarlo Malacarne
- Genere: Storie vere
- Categoria: Saggistica
- Anno di pubblicazione: 2024
Ti piace SoloLibri?
© Riproduzione riservata sololibri.live
Articolo originale pubblicato su sololibri.live qui: Monstrum. La via “oscura” tra storia, superstizioni e immaginario collettivo
Lascia il tuo commento