Il saggio Mongolia. Da Gengis Khan al socialismo, alla scelta multipolare nel XXI secolo, pubblicato da Davide Rossi con PGreco Edizioni nel 2021, rappresenta una sintesi storico-geografica agile e accessibile, ma completa, delle vicende del grande paese asiatico. La Mongolia è uno stato vastissimo (grande oltre cinque volte l’Italia), tuttavia, essendo circondata da due enormi vicini, la Federazione Russa e la Repubblica Popolare Cinese, spesso lo si dimentica.
Come indica il titolo, questo libro, pur in relativamente poco spazio, riesce in primo luogo a offrire un quadro chiaro delle trasformazioni politiche, ma in realtà soprattutto sociali ed economiche, che hanno interessato il paese dalla proclamazione dell’indipendenza (1911) fino agli equilibri geopolitici attuali.
Il volume colloca il percorso mongolo all’interno del più ampio contesto euroasiatico; il saggista dedica particolare attenzione al rapporto continuo e complesso tra la Mongolia e le due immense potenze confinanti, la Cina e la Russia, un dialogo "strategico", una mediazione, che ne ha determinato il destino. In questo scenario Davide Rossi, storico marxista, approfondisce la lunga stagione socialista (1924-1991), letta nei suoi caratteri di fase di modernizzazione. Sotto il socialismo, una società prevalentemente nomade si è trasformata in uno stato strutturato, senza che però andasse perduto il millenario patrimonio linguistico e culturale del popolo mongolo.
Il libro affronta inoltre un aspetto spesso dimenticato dalle storiografie europee: il ruolo dei mongoli nella Seconda Guerra Mondiale. L’autore evidenzia come la Mongolia abbia partecipato allo sforzo bellico non solo in termini di uomini, ma anche di forniture militari e risorse, un impegno completamente ignorato anche nella maggior parte dei nostri manuali universitari di storia contemporanea.
Al protagonista del sottotitolo, Gengis Khan (Temüjin), Davide Rossi restituisce personalità, colore e profondità, ma su questo argomento bisogna riconoscere che anche in Europa erano già stati scritti altri testi specifici. Comunque, viene sottolineato come l’impero fondato dal grande condottiero, nonostante le irrimediabili divisioni avvenute sotto i suoi successori, abbia segnato per secoli la configurazione politica degli spazi euroasiatici.
Il ritratto che emerge della Mongolia è quello di una terra che non è soltanto lo spazio sterminato delle steppe e dei nomadi, dei cavalieri insuperabili e dei formidabili arcieri, ma un crocevia di civiltà, culture ed equilibri tra forze: non una landa desolata, ma un cuore pulsante e un luogo del confronto.
Apprezzabile è l’apparato iconografico, raccolto dallo scrittore durante i suoi viaggi, un contributo che arricchisce notevolmente la lettura. Sapere che l’autore, oltre a essere studioso e divulgatore, è anche segretario generale del SISA (Sindacato Indipendente Scuola e Ambiente) rende quest’opera ancora più interessante. Un libro come questo dimostra infatti quanto la conoscenza geografica sia fondamentale per comprendere il mondo contemporaneo. E proprio per questo viene spontaneo augurarsi che Davide Rossi, dopo aver scritto un lavoro così riuscito, possa impegnarsi con decisione col SISA anche nella difesa della Geografia come disciplina scolastica.
Alla luce di quanto emerso in questi ultimi giorni, nelle scuole italiane la Geografia rischia infatti una marginalizzazione sempre più grave, se non l’annientamento. Nei nuovi quadri orari dei percorsi riformati degli istituti tecnici, pubblicati dal Ministero prima della definizione delle classi di concorso, la Geografia – già assente in tutti i licei come materia indipendente – viene drasticamente ridimensionata. Pare che il lavoro della commissione ministeriale sulla Geografia del 2022, così come le numerose proteste e prese di posizione – anche istituzionali – a difesa della disciplina, sia rimasto sostanzialmente inascoltato. Per i docenti della specifica classe di concorso A021 (Geografia) la situazione rappresenta un vero e proprio demansionamento professionale. Il quadro è emblematico e preoccupante: oggi, come Davide Rossi ben sa, sono in corso cambiamenti geopolitici epocali, l’ordine unipolare sta cedendo il passo al mondo multipolare, ma senza studiare Geografia a scuola come possono i giovani italiani interpretare l’attualità e capire quelle stesse crisi e conflitti globali contro cui protestano?
Mongolia. Da Gengis Khan al socialismo, alla scelta multipolare nel XXI secolo, oltre a essere una lettura stimolante e un invito a viaggiare, rappresenta anche un monito implicito: senza una formazione geografica, il passato e il presente sono incomprensibili. La Geografia aiuta anche ad uscire dalle gabbie mentali delle "storiografie nazionali" e ad acquisire una visione completa del grande viaggio dell’umanità nel tempo. Una scuola che rinuncia alla Geografia (come sta succedendo in Italia) rinuncia inevitabilmente anche a una parte essenziale della propria capacità di formare uomini e donne consapevoli. Sarebbe importante che il SISA si impegnasse nella battaglia per la reintroduzione della disciplina in tutti gli indirizzi di studio, affidata a docenti abilitati ad A021.
- Autore: Davide Rossi
- Genere: Romanzi e saggi storici
- Categoria: Saggistica
- Anno di pubblicazione: 2021
- ISBN: 9788868023867
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Articolo originale pubblicato su sololibri.live qui: Mongolia. Da Gengis Khan al socialismo, alla scelta multipolare nel XXI secolo
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