Le magnifiche insolenti sono nove straordinarie scrittrici nate nella seconda metà dell’Ottocento, prima del Risorgimento o dopo l’Unità d’Italia, che hanno saputo contribuire con la scrittura femminile, nelle notevoli difficoltà del tempo, a liberare il pensiero e a costruire la propria identità da un destino già scritto: “l’unica provincia ancora irridente è la donna”. Maria Vittoria Vittori, giornalista e critica letteraria, ha collaborato con “Noi Donne”, “Avvenimenti” e “Liberazione”. Attualmente scrive su “Leggendaria”, “l’Indice dei Libri”, “Il Mattino”; fa parte della Società Italiana delle Letterate e del comitato di redazione di “Leggendaria”.
Il volume (8TTO Edizioni, 2026) raccoglie un’antologia di scritti di donne letterate diverse per appartenenza sociale e per formazione, per scelte di vita e per la partecipazione nel movimento di emancipazione femminile, tutte affini nel desiderio di libertà e di reagire “all’oppressione sociale” che le voleva solo mogli e madri, in tempi difficili e proibitivi per gli enormi ostacoli di accesso all’istruzione e alla partecipazione politica. Nella loro scrittura è significativa la conquista espressiva e intellettuale, lo humor con il quale riuscivano a demolire il tabù di volerle donne silenziose e all’angolo. Colpisce la loro lucida consapevolezza, scrive nella prefazione la Vittori, e non esiste strumento espressivo più efficace per abbattere le vecchie costruzioni mentali e progettarne di nuove, e radicalmente diverse.
Esistono tra loro, grazie al comune desiderio di libertà e alla consapevolezza maturata sulla loro condizione marginalizzata e subalterna all’interno di una società patriarcale, importanti affinità.
La cultura non apparteneva alle donne e con le loro penne seppero conquistare lo spazio culturale e politico, scegliendo di scrivere articoli, di dirigere un giornale o stampare un libro. L’editoria, come è stato affermato più volte e riconosciuto dagli studi storici, è stata “una delle prime forme di cittadinanza attiva”, in un periodo in cui le donne erano escluse dai diritti politici e civili. La parola scritta divenne, quindi, uno strumento di lotta e di rivoluzione, e nel leggere i loro scritti ritroveremo il racconto delle loro vite.
Alcune di loro, rimaste sole, hanno cresciuto i figli e hanno vissuto scrivendo articoli per giornali, traducendo opere famose, come la giovane Beatrice Speraz, che si firmava Bruno Sperani, con quattro figlie da mantenere e nessuna fonte di reddito. Attiva politicamente e vicina agli ambienti socialisti, conosceva le periferie milanesi e lo sfruttamento degli operai; scrisse della condizione femminile su testate importanti come “La Nazione”. Traduceva corrispondenze e traduzioni dal tedesco e, nonostante il dolore e lo smarrimento per la morte dell’amato, dichiarava che la vita doveva essere affrontata e che la letteratura era una vocazione prima ancora che un mestiere.
Donne piene di coraggio, mai arrese anche quando le disillusioni d’amore davano pene e sofferenza. Dalla Marchesa Colombi, maestra d’ironia conosciuta a livello internazionale, che denunciava l’ipocrisia dell’epoca, alle donne indipendenti nelle opere di Sfinge; indimenticabile il suo racconto sul dolore di una moglie devota e sacrificale nel matrimonio, ponendo in luce quanto la protagonista fosse “assetata di vita”. Dall’autrice Jolanda, che ha saputo celebrare la donna lettrice, alla Contessa Lara e il desiderio di un amore sensuale e duraturo e la paura del destino. Dalla bravura letteraria di Amalia Guglielmetti, scrittrice scomoda e per questo spesso oltraggiate dagli uomini, ad Annie Vivanti, passionale e ironica, amata follemente da Giosuè Carducci. Non dimenticando Anna Franchi, un’intellettuale completa, musicista, scrittrice, traduttrice, giornalista, una pioniera del femminismo “nel smuovere” la coscienza collettiva, a Clelia Romano Pellicano, nome d’arte Jane Grey, convinta europeista, un’autrice dalla visione internazionale sull’unità delle donne e sulle battaglie femministe da combattere nell’idea di un’Italia moderna.
Magnifiche insolenti è una meravigliosa raccolta di componimenti tra la fine dell’Ottocento e il primo ventennio del Novecento, che stupiranno per modernità, ironia e raffinata intelligenza, e che faranno riscoprire alcune grandi scrittrici protagoniste del loro tempo, intrepide nel sostenere i diritti delle donne e lucide e decise contro le prevaricazioni e la cultura della sopraffazione. Consigliato!
- Autore: Maria Vittoria Vittori (a cura di)
- Categoria: Narrativa Italiana
- Anno di pubblicazione: 2026
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Articolo originale pubblicato su sololibri.live qui: Magnifiche insolenti
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