Yasmina Reza, nata a Parigi da madre ungherese e padre iraniano, è diventata famosa perché molti suoi testi teatrali sono diventati film; quello più conosciuto è “Carnage” di Roman Polanski, del 2011, con le attrici Jodie Foster e Kate Winslet.
Ora con questo nuovo libro, La vita normale (Adelphi, 2025, traduzione di Davide Tortorella), Reza va ad ascoltare reati penali che non hanno avuto nessun successo mediatico, e poi piccoli fatti che le accadono a Parigi, Rouen, Lione, mentre segue i dibattimenti. Non avendo grande fiducia del genere umano, si annota le scarpe, il modo di muovere le mani, il modo di parlare delle famiglie dell’imputato o dell’imputata.
Il male si annida anche in famiglie "normali", prive di pathos, malandate, prendendo forma in chi ha commesso reati terribili, per esempio uccidere una bambina o tutta la famiglia di un cognato che avrà trovato qualcosa che non sopporta nel marito della sorella. È una Francia annoiata quella che inizia a conoscere Yasmina Reza, priva di passioni politiche, o letterarie o ancora religiose. Si ha l’impressione che Dio li abbia trovati troppo modesti, superflui, e se ne sia andato. O semplicemente questa Francia che racconta è un paese che ha abbracciato il laicismo perché ha paura dell’Islam, con la borghesia francese che regge da tempo immemore, ma anche sacche di povertà dei nuovi immigrati. E poi Parigi, che pensavamo indistruttibile e invece no, da quando Notre Dame è andata in fiamme e le periferie sono un enigma anche per il governo. La tenerezza dell’autrice è come Giano bifronte: anche se non siete diventati mostri, la vostra vita non è importante, non avete fatto del bene nell’anonimato, perché non essere riconosciuti sui social vi fa impazzire, senza uno straccio di notorietà.
Soprattutto non si sa chi sono le persone che ci sono intorno, e qui un piccolo assaggio di Reza è d’uopo:
Nella letteratura americana, quella di Richard Yates, di Scott Fitzgerald e di pochi altri, c’è questo topos: una coppia si trasferisce da qualche parte e cerca di integrarsi con la comunità del posto. Sarebbe una idiozia prendere sottogamba il significato profondo di questo sforzo, o ridurlo a un semplice bisogno di socializzazione.
Yasmina Reza è d’accordo con chi scrive che le persone a questo mondo hanno bisogno di essere una comunità. Lo abbiamo sperimentato ora con la pandemia: siamo stati monadi impazzite, senza poter confrontarsi con nessuno, e dunque il bene, ma soprattutto il male, attecchiscono quando ti accorgi che non conosci nessuno nel palazzo, non conosci bene il luogo in cui vivi e trovi sollievo solo in un grande supermercato, dove non hai bisogno di giustificarti.
La vita normale è un libro di grande pregio, cattivo, pessimista, ma anche ironico e di grande caratura stilistica.
- Autore: Yasmina Reza
- Categoria: Narrativa Straniera
- Casa editrice: Adelphi
- Anno di pubblicazione: 2025
- ISBN: 9788845939884
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Articolo originale pubblicato su sololibri.live qui: La vita normale
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