Una professoressa di storia contemporanea all’Università di Sassari, una ricercatrice che ha lavorato a lungo sui nodi storici del ‘900, una personalità importante del milieu culturale della sinistra italiana, dopo l’esordio nella narrativa autobiografica con il recente Storie di gatti e altri animali (Metauro 2024), si cimenta ora con il romanzo: con il titolo Guardare oltre i muri, appena pubblicato da Metauro con una bella copertina che mostra tre donne che si tengono strette l’una all’altra, Albertina Vittoria ci accompagna nella vita di due amiche di diversa età che vivono insieme il secolo breve per arrivare fino ad anni vicini a noi.
Anita e Alessandra, la prima nata nel 1940, la seconda, alter ego dell’autrice per molti aspetti, più giovane di una decina d’anni, attraverso le loro vicende, pubbliche e private, politiche e sentimentali, familiari e sociali, raccontano un lungo pezzo della storia italiana, in particolare le vicende politico-culturali a cui hanno preso parte da appassionate interpreti e protagoniste. Difficile ricostruire tutti i passaggi che l’autrice riesce a mettere insieme, nei capitoli del libro che è scandito in sette parti, che iniziano a dipanarsi a partire dalle due protagoniste.
La madre di Anita, Sara, e quella di Alessandra, Adriana, in gioventù ai tempi del fascismo erano amiche, frequentavano lo stesso liceo e non erano fasciste. Sara era ebrea.
Siamo all’inizio della narrazione e già siamo al centro dell’incastro che legherà per tutta la vita le due amiche; seguiamo infatti prima le vicende che vissero le due madri nella Roma occupata dai nazisti, le conseguenze delle leggi razziali del ‘38, la difficoltà di nascondersi per sfuggire alla deportazione, l’impegno nella Resistenza. Sara si unisce con Teo, impegnato nella lotta antifascista, nasce una bambina, chiamata Anita in ricordo della coraggiosa compagna di Garibaldi, poi Teo deve allontanarsi e Sara non lo rivedrà più; Anita cresce con i nonni e senza padre, ma fieramente si proclamerà sempre “comunista ed ebrea”, orgogliosa delle idee dei suoi genitori. Anche Alessandra conoscerà Anita tramite sua madre Adriana, e le due diverranno inseparabili.
Seguire tutti gli intrecci, gli amori, i tradimenti, i figli, i problemi di lavoro, gli scarsi guadagni, l’impegno politico, quello professionale, nello scorrere degli anni dai Sessanta in poi non è facile, tanti sono gli spunti, gli aneddoti, i personaggi che si incontrano nelle pagine dense del racconto di Albertina. La giovane studentessa di lettere sposerà appena diciannovenne Ignazio, proveniente da una solida e tradizionale famiglia romana; avrà due figli, Jacopo e Mimmo, che non le impediranno di continuare a studiare, a laurearsi, a lavorare nel bell’appartamento di via Arenula dove ha sede Progresso editrice. Matrimonio poco riuscito, che finirà quando Alessandra incontra in casa editrice Manfredi: amore a prima vista, passione incontenibile, decisione difficile che porterà la giovane donna a lasciare marito e figli per seguire il bel Manfredi, sicura che mai lo tradirà.
Invece vedremo che nel prosieguo del racconto sia in casa di Anita, sposata felicemente con Franco, sia nella vicenda di Alessandra, i tradimenti sono frequenti. In un’Italia ancora senza la legge sul divorzio, per le donne la vita coniugale è spesso molto dura. Nella narrazione quasi fluviale delle vicende personali delle due amiche fanno la comparsa i grandi avvenimenti storici: le storia del Partito Comunista con le sue trasformazioni, Ochetto e il Pds, l’amato Enrico Berlinguer, il rapimento di Aldo Moro, l’avvento del berlusconismo con le sue gravi conseguenze, la caduta del Muro di Berlino. Vicino alle amiche al centro del racconto vediamo altre figure femminili, con storie diverse e diverse età e provenienze: Lisetta, la baby sitter che diviene per Alessandra persona di famiglia; la tata Antonietta, l’amica più giovane Francesca; l’austera suocera di Alessandra. Molto ben costruiti anche i diversi passaggi delle epoche e del costume, che vengono ricostruiti attraverso i rapporti con i figli: Jacopo e Mimmo, che vivono con difficoltà e grande ostilità le scelte coraggiose ma dirompenti della loro madre; Emilia, la figlia di Anita, un bel ritratto di giovane donna ribelle e coraggiosa, mentre il fratello Teo sarà più ordinato nella scelta professionale di medico impegnato.
Nell’avvicinarci agli inizi del nuovo millennio, e dunque della età ormai matura, cambiano gli equilibri, la storia politica italiana, i rapporti interpersonali. I genitori non ci sono più e con i figli lontani, le due amiche avranno ancora cocenti delusioni, da uomini non sempre adeguati alle attese che su di loro avevano puntato. Alessandra si adatterà alla solitudine affettiva, ricca di tante esperienze professionali, capace di godere della natura delle amate Dolomiti e pronta a sviluppare quella fantasia che fin da bambina le aveva fatto compagnia, quando, sola in macchina, aspettando sua madre, recitava ad alta voce i racconti che le venivano in mente e che non la lasciavano mai sola.
Molti personaggi reali sono nominati nel racconto, Ercoli/Togliatti e Nilde Iotti, Berlusconi, Fini, Napolitano, Pertini, Achille Occhetto, Lilli Gruber. Molti invece si nascondono dietro nomi fittizi, alcuni facilmente riconoscibili da chi conosce la storia che l’autrice ha vissuto e ha voluto raccontare con grande sincerità e notevole perizia letteraria: tenere tutta insieme la grande parte della storia novecentesca della sinistra italiana è davvero una gran bella sfida a cui la storica Albertina Vittoria non si è sottratta con coraggio e onestà intellettuale.
- Autore: Albertina Vittoria
- Genere: Romanzi e saggi storici
- Categoria: Narrativa Italiana
- Anno di pubblicazione: 2026
- ISBN: 9788861562608
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Articolo originale pubblicato su sololibri.live qui: Guardare oltre i muri
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