Pubblicato per la prima volta nel 1996 e vincitore del Premio Internacional Hammett per il miglior noir in lingua spagnola, Ciao papà (Elliot, 2009, trad. di Raul Schenardi) di Juan Damonte è ambientato nella Buenos Aires della dittatura peronista, un’epoca segnata da violenza, sparizioni e corruzione.
In questo contesto, il protagonista Carlos Tomassini, appartenente a una famiglia di mafiosi italiani, tenta invano di costruirsi una nuova vita dopo la prigione. Gli viene affidato il compito di indagare sulla scomparsa di un cugino ebreo e comunista, sequestrato dagli squadroni della morte. Ma Carlos non è un giustiziere né un uomo di principi: si definisce “apolitico”, è mosso da un materialismo che lo tiene distante da ogni ideale o morale politica. Così, l’alcol, la cocaina e la gelosia lo trascinano subito nel vortice da cui vorrebbe evadere. La sua indagine si trasforma presto in una catena di omicidi e regolamenti di conti.
Appena se ne presenta l’occasione, è pronto a mettersi in prima persona a effettuare atti criminosi, sa che ciò lo esporrebbe a rischi e mente con la paura di essere scoperto. Ma questi pensieri non maturano dopo attente e profonde riflessioni su bene e male, bensì sono pensieri molto semplici e diretti.
La scrittura di Damonte è asciutta, scarnificata, priva di riflessioni o psicologie complesse. Tutto si consuma in una sequenza di dialoghi secchi e scene dominate da droga, sesso e violenza, sempre raccontate senza filtri né pudori. I personaggi sembrano condannati a ripetere gesti e parole in un mondo che non ammette alternative. Sono rovinati, anche nel fisico, dalla droga o dalle colluttazioni. Fin da ragazzini, crescono in un ambiente corrotto. Quando va bene, anche se non sono criminali, sono sporchi, grezzi e rozzi, con poca cura di sé.
Ci sono anche descrizioni precise di gesti e comportamenti, per creare un clima di tensione verso quello che potrebbe succedere, per suggerire la volontà dei personaggi di dare ordini e di stare attenti a eventuali ritorsioni. Se all’inizio questa scelta stilistica contribuisce a rendere cupa l’atmosfera del noir, col procedere della lettura l’assenza di variazioni di tono e di prospettiva trasforma la tensione in ripetitività, e la brutalità in abitudine. Ciao papà, a dispetto di un titolo che evoca affetto e sentimentalismo, appare spesso semplicemente uniforme, quasi prevedibile. Cosa c’è in queste pagine? Rapporti di potere e paura.
- Autore: Juan Damonte
- Genere: Gialli, Noir, Thriller
- Categoria: Narrativa Straniera
- Casa editrice: Elliot
- ISBN: 9788861921078
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Articolo originale pubblicato su sololibri.live qui: Ciao papà
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