Non perdete questo libro, album fotografico (fotograficissimo, se si potesse dire) e testo multidisciplinare - tecnica subacquea compresa, oltre che storia e nautica - ma soprattutto prova testimoniale preziosa di un sogno realizzato, da un giovane diver e storico subacqueo. Complimenti alla casa editrice milanese Magenes, i volumi illustrati a colori della sua collana Beaux Livres sono tutti capolavori di grafica. Una calorosa pacca sulla spalla ad Andrea Murdock Alpini, autore di Andrea Doria: un lembo di patria, piacevolmente vistoso nel formato 2x22 cm tappezzato d’immagini in quadricromia (gennaio 2024, 312 pagine).
Sul transatlantico c’è stato, non una volta sola, già due, nel 2022-2023 e conta di tornarci ancora, nel settantesimo anniversario dell’affondamento, la notte tra il 25 e il 26 luglio 1956, della turbonave Andrea Doria, vanto dell’arte nautica e della grande meccanica navale italiana del Novecento, alla centounesima traversata atlantica. Tornare non a bordo, comunque, ma intorno al relitto. Quattordici immersioni, nelle due spedizioni in Atlantico al largo di Nantucket, con rispetto e devozione per la sacralità marinara del luogo, a esplorare i fondali sui quali è appoggiato il relitto, tra 70 e 80 metri di profondità, sul bordo della piattaforma atlantica all’altezza dello Stato del Massachussets.
Ad oltre 40 miglia nautiche dalla costa, l’acqua è fredda e torbida, soggetta a correnti da Canada e Groenlandia, attorno ai resti della nave varata nei Cantieri Navali Ansaldo di Genova Sestri Ponente nel 1951 e speronata cinque anni dopo dalla rompighiaccio Stockholm. Si percepisce la presenza di squali bianchi e altre specie oceaniche.
Voglio tornare laggiù, quel posto nasconde segreti.
Vi accadono cose, ripete Andrea, che è nato nel 1985, è subacqueo e instructor trainer tecnico. Ha fondato il Phy Diving Equipment per sviluppare nuovi prodotti di subacquea avanzata, esplorare relitti in profondità, grotte marine e anche cavità terrestri allagate. Ha condotto esplorazioni in tutto il mondo: Stretto di Messina e Canale di Sicilia, Mare di Barents in Russia, Mar Baltico, Oceano Atlantico, Isole Aland e Orcadi, grotte in Romania e Slovenia, miniere inondate in Sudafrica e Germania. Organizza corsi e viaggi, documentando il suo lavoro in conferenze, seminari e con video e articoli pubblicati su testate italiane ed estere.
Nella prefazione, Stefano Carletti, “avventuriero”, aviatore, pescatore, cacciatore di squali e subacqueo, ricorda il lucido entusiasmo di Andrea, quando quel giovane con i capelli lunghi lo ha messo al corrente dell’intenzione di raggiungere il relitto sul fondo. Dice di avergli risposto: “vai a poppa e accarezza quella bella nave”, raggiunta più di mezzo secolo prima, nel luglio 1968, con Bruno Vailati, Mimì Dies, Arnaldo Mat e Al Giddings, compagni d’immersione verso l’Andrea Doria. Infatti, Andrea si è tuffato nell’Oceano Atlantico ed è tornato con il libro, restituendo il testimone ideale consegnatogli con quelle parole.
La seconda missione internazionale, denominata “Un lembo di Patria”, coordinata da Phy Diving, con il patrocinio del Comune di Genova e Fondazione Ansaldo, è partita nell’estate 2023 da Genova per New York. Obiettivo: documentare lo stato di conservazione dei resti. Discese non facili, hanno richiesto tenacia, pazienza e messo alla prova i sub italiani, consentendo di tornare sull’ammasso di lamiere, dal quale si elevano riconoscili il fumaiolo, la prua e due ponti di coperta. Il transatlantico è in disfacimento. Sono ancora visibili il punto di collisione sulla murata sinistra e il centro della nave degradato, cabine, piscina di seconda classe, con la scaletta e le piastrelle, intaccate dalla salsedine, usurate dal salino. Hanno rinvenuto le paratie stagne della Stockholm, anche una delle due ancore di prora e verificato che gli svedesi agirono con le fiamme ossidriche per liberare la rompighiaccio e fare rotta su New York.
Orgogliosamente, Magenes Editoriale segnala che il libro riprende le vicende della nave affondata, aggiungendo immagini inedite e d’archivio, oltre ad atti mai pubblicati, soffermandosi sui tanti misteri e segreti (non ultimi gli accordi sulla corresponsabilità della collisione). Eccezionali le ricostruzioni delle vicende umane, attraverso documenti e testimonianze, storie di cantiere e aneddoti delle maestranze genovesi.
Nel lavoro di Murdock Alpini, lo sguardo non si rivolge solo alle vicissitudini di passeggeri ed equipaggio, al punto di vista dei superstiti, perché trovano spazio per la prima volta le emozioni e le pene dei familiari a terra, una prospettiva finora sempre trascurata.
Luglio 1956: rilanciata dai radioamatori, la notizia serpeggia per i carruggi genovesi: “La nave sta affondando al largo di Nantucket”. Una moltitudine si riversa sotto gli uffici della Società Italia. Arrivano notizie confuse, sbagliate, si dice che siano tutti salvi, eccetto dodici persone (ma nel disastro morirono 54 dei 1706 a bordo). Nessuno fa caso che possano essere passeggeri. Madri, giovani spose, fidanzate e sorelle pensano all’equipaggio. “Sarà il mio, sarà il tuo?”. Vogliono notizie dei propri cari.
Sentita, la prosa di Andrea, nel descrivere i momenti concitati di disperazione. I bambini si aggrappano alle gonne, gli uomini urlano, si agitano.
L’oceano è cattivo, quando ha sete beve tutto.
Ci si si accalca, si spinge, si grida. Ogni tanto qualcuno apre una finestra degli uffici e comunica qualcosa, col contagocce. La signora Anna Piccardo, moglie del Comandante Calamai, è uscita come tutte le mattine a fare la spesa. Il giornalaio strilla la notizia. Quando si accorge di lei, abbassa la voce, ma è tardi: ormai ha sentito che l’Andrea Doria affonda e che il Capitano non vuole lasciare la nave...
- Autore: Andrea Murdock Alpini
- Genere: Storie vere
- Categoria: Saggistica
- Anno di pubblicazione: 2024
- ISBN: 9788866490425
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Articolo originale pubblicato su sololibri.live qui: Andrea Doria. Un lembo di patria
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