Ritratto di Luigi XIV (Hyacinthe Rigaud)
"Lo Stato, sono io!", in lingua francese "L’État, c’est moi!", è una delle frasi più iconiche della storia, tanto che risulta praticamente impossibile trovare qualcuno che non la conosca. Attribuita al re di Francia Luigi XIV, noto anche come Re Sole, essa sintetizza e simboleggia un modo specifico di intendere la politica e il potere, tanto da essere diventata l’emblema dell’assolutismo monarchico europeo.
Eppure, anche se può apparire quanto meno singolare data la fama del motto, secondo la maggior parte degli studiosi esso non sarebbe mai uscito dalla bocca di Luigi XIV. Scopriamo tutto quello che c’è da sapere su "Lo Stato, sono io!".
L’inizio del lungo regno di Luigi XIV
Quando nel 1643 il re di Francia Luigi XIII morì, il figlio e successore Luigi XIV aveva soltanto cinque anni, quindi il potere continuò a essere effettivamente esercitato dal cardinale Giulio Mazzarino (che probabilmente era anche l’amante della regina madre e reggente Anna d’Austria).
Crescendo, il giovane Luigi gradiva sempre meno di rivestire un ruolo soltanto formale e non sopportava che le redini del regno fossero saldamente nelle mani dell’ecclesiastico italiano. Il suo momento giunse all’alba del 10 Marzo 1661, quando Mazzarino morì: ora Luigi XIV era un sovrano a tutti gli effetti e fin da subito mise in chiaro che non avrebbe più nominato primi ministri.
L’epoca dei Richelieu e dei Mazzarino era finita per sempre.
“Lo Stato, sono io!”: il governo assoluto di Luigi XIV
Per ribadire con fermezza la centralità del potere del re rispetto a qualunque altra istituzione, secondo la tradizione il giorno 13 Aprile 1655 Luigi XIV, di fronte al parlamento di Parigi, avrebbe detto "L’État, c’est moi!". Poche parole, dunque, ma cariche di significato e di implicazioni politiche.
Il senso era decisamente palese e inequivocabile: i poteri legislativo, esecutivo e giudiziario erano esclusivi del monarca, che li gestiva come riteneva opportuno e senza che alcuno potesse portare impedimento; il re, inoltre, si identificava interamente nella nazione e nelle sue istituzioni.
In breve, Luigi XIV era la Francia stessa e qualunque attentato alla sua persona sarebbe stato considerato un affronto al Paese.
L’ha detto davvero? Tutti i dubbi sull’attribuzione
La maggior parte degli storici moderni, fra cui il suo biografo Jean-Christian Petitfils, ritiene che il Re Sole non abbia mai pronunciato la frase "Lo Stato, sono io!". Si tratterebbe, dunque, di uno dei tanti falsi miti sorti intorno alla complessa e controversa figura di Luigi XIV.
Ma qual è l’origine della frase, da dove nasce e perché si è diffusa?
I numerosi detrattori del monarca potrebbero averla inventata oppure i posteri l’avrebbero utilizzata per descrivere in maniera decisa e più che esaustiva l’eccessivo accentramento del potere nella persona del re. Secondo qualcun altro, invece, il motto sarebbe l’errata trasmissione delle parole, di tutt’altro significato, che il sovrano avrebbe profferito sul letto di morte, e cioè "io vado via ma lo Stato resta".
A contribuire non poco alla divulgazione del detto è stato inoltre Voltaire nel suo celebre scritto Il secolo di Luigi XIV (1751), dove il filosofo narra l’episodio sopra descritto e rimarca l’atteggiamento fortemente autoritario del re fino al punto da renderlo totalmente riconducibile alla locuzione con la quale da tre secoli viene identificato.
Non esiste nessuna prova scritta o orale, diretta o indiretta che il Re Sole abbia mai davvero detto "Lo Stato, sono io"", che pure è così saldamente impressa nell’immaginario collettivo. Tuttavia, a prescindere da quale sia la verità storica, nessun’altra frase potrebbe fotografare meglio lo spirito del lunghissimo e complicato regno di Luigi XIV, contrassegnato da un inarrivabile assolutismo.
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Articolo originale pubblicato su sololibri.live qui: “Lo Stato, sono io!”: chi l’ha detto davvero e perché
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