Dieci anni fa il Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise inaugurava un’ulteriore iniziativa per uno dei suoi obiettivi principali: la conservazione della specie maggiormente identificativa del Parco, l’orso marsicano, con la nascita di una pubblicazione cartacea e digitale dal titolo Rapporto Orso Marsicano; per divulgare informazioni aggiuntive e più dettagliate (di quelle già fornite durane l’anno) ai media sulle azioni che il Parco pone in atto per la sua conservazione e tutela.
Il Rapporto Orso Marsicano 2024
L’edizione di quest’anno costituisce il decimo rapporto sull’orso marsicano e si trova nel Numero 28, Estate 2025 del Notiziario del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, un periodico intitolato Natura Protetta, il cui primo numero risale al 2008 e che per altri diciotto è stato dedicato a flora e fauna protetta del Parco fino a dicembre 2013.
Dall’estate del 2016, la rivista ha proposto un numero speciale dedicato all’orso marsicano, con il primo Rapporto sul suo monitoraggio e la sua tutela. La pubblicazione scientifico-divulgativa è dedicata quest’anno a Ivana Pizzol, dirigente della Regione Lazio, molto attiva nella tutela dell’orso bruno marsicano, che ci ha lasciato prematuramente a marzo 2025.
Note sulla Presentazione del Rapporto, a firma del Direttore Editoriale Giovanni Cannata
Il Direttore Editoriale Giovanni Cannata, nelle pagine introduttive del Rapporto 2024, sottolinea che la rendicontazione delle attività del Parco si avvale della cooperazione con le associazioni e i movimenti di tutela ambientale e istituzioni quali: le Regioni, i Carabinieri forestali, i protagonisti del mondo scientifico, ad esempio l’ISPRA, e molte università e centri di ricerca.
Ci informa anche che, nel 2024, sono state avviate alcune attività per la stima genetica della popolazione dell’orso bruno marsicano, finanziate con i fondi del PNRR nell’ambito del progetto di digitalizzazione dei parchi nazionali e delle aree marine protette, che si concluderà alla fine del 2025. Il progetto, di cui è titolare il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, vede la partecipazione, oltre che del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, anche dell’Istituto di Ecologia Applicata (IEA), del Parco Nazionale della Maiella e della Direzione Generale Patrimonio Naturalistico del MASE, con il coordinamento tecnico-scientifico di ISPRA, l’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale.
Alcune considerazioni e valutazioni di Luciano Sammarone
Luciano Sammarone, il Direttore del Parco, nella lunga e accurata introduzione al rapporto, sottolinea una novità importante: la raccolta dei dati della stima genetica riguarderà non solo il Parco e la sua area contigua, ma tutto l’areale appenninico. Egli fornisce anche qualche valutazione a partire dai numeri relativi agli orsi nati e ai morti (grazie alla specifica attività sviluppata e messa a punto con il contributo dell’Università “La Sapienza" di Roma), di seguito indicati.
Il totale di cuccioli nati in area Parco è di 104, gli orsi trovati morti sono stati 23. Questi dati vanno naturalmente considerati in termine relativi; infatti, non sempre vengono ritrovati gli orsi che effettivamente muoiono e il tasso di mortalità dei cuccioli al primo anno, secondo la scienza ufficiale, ammonta a circa il 50%.
Quindi, a voler essere ottimisti, nel decennio 2015-2024 potremmo contare all’incirca 52 orsi al primo anno di età, con una media di 5,2 orsi per anno, che comunque è un dato più che doppio rispetto alla media di quelli morti, pari a 2,3 per anno solare.
Nel periodo 2005-2014, gli orsi nati erano stati in numero di 68, mentre quelli rinvenuti morti in numero di 26. Quindi, le nascite nell’ultimo decennio sono aumentate del 53% (104 vs 68), mentre la mortalità si è ridotta del 12% (23 vs 26). Inoltre, il numero di nuclei familiari rilevati nel decennio è passato da 34 a 51; quindi, il loro valore medio per anno è passato da 3,4 nel decennio 2005-2014 a 5,1 nell’ultimo decennio.
Il Direttore fornisce anche i dati sulle cause di mortalità. Ad esempio, la mortalità a causa di incidenti stradali è di gran lunga la prima causa di morte tra quelle accertate nell’ultimo decennio; tra le altre cause di morte per mano dell’uomo trovano, purtroppo, posto le uccisioni da arma da fuoco. Tra le cause di mortalità di origine antropica risulta significativa anche quella per annegamento. Ci sono anche un certo numero di orsi di cui non è stato possibile individuare le cause di morte, che sono riportati nella casella delle cause “ignote”. Assente la mortalità per avvelenamento nell’ultimo decennio, mentre nel decennio precedente c’erano stati ben tre orsi morti per esche e bocconi avvelenati. Si è ridotta anche la mortalità per l’aggressione da parte di cani e per aggressione da conspecifici e quella legata a patologie specifiche.
I dati 2024 sul monitoraggio faunistico
Nel 2024, le attività di monitoraggio dell’orso hanno riguardato i seguenti aspetti:
- stima della produttività delle femmine;
- monitoraggio degli orsi confidenti;
- raccolta di campioni genetici;
- cattura e monitoraggio telemetrico;
- monitoraggio al di fuori della core area;
- monitoraggio sanitario della popolazione;
- valutazione dei danni alla zootecnia.
Sono riportate anche informazioni e dati statistici sugli orsi muniti di radiocollare: F26 Petra, F27 Licia, FP01 Gemma, F18 Giacomina, F21 Bambina, F25 Gabbietta, F22 Barbara o per i quali siano state attuate azioni gestionali ad hoc a causa del loro comportamento confidente nei confronti dell’uomo, o per i problemi arrecati alle attività antropiche.
Un paragrafo è dedicato ai cuccioli dell’orsa Amarena, barbaramente uccisa nel 2023. Altri paragrafi sono dedicati:
- alla conta delle femmine con cuccioli:
- alle catture con metodologia attiva e passiva;
- alla mortalità e alle cause della morte di orse e orsi;
- ai danni causati da lupi, orsi e altre specie e ammontare di indennizzi da parte del Parco.
Si è dedicato spazio anche alle misure di prevenzione adottate, al monitoraggio sanitario al servizio di sorveglianza.
Ci sono informazioni anche sulle attività delle Unità cinofile antiveleno Carabinieri Forestali (U.C.A) e dei Life Bear-Smart Corridors, un progetto europeo dedicato alla conservazione dell’orso bruno marsicano e dell’orso bruno europeo, attivo dal marzo 2023 in Italia e in Grecia.
Le attività di Comunicazione e Educazione Ambientale e le conclusioni del rapporto
Seguono pagine dedicate alle attività di Comunicazione e di educazione ambientale, sulle reti di Monitoraggio per una popolazione in espansione; con informazioni su come sono strutturate queste reti, sui loro obiettivi e sui risultati raggiunti in dieci anni di attivazione. I dati sul monitoraggio e conservazione dell’orso bruno marsicano sono quelli raccolti: nella Regione Abruzzo, nella Regione Lazio, nel Parco Nazionale della Maiella, nel Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga, nel Parco Regionale Sirente Velino. E ancora dati relativi alla Riserva Naturale Regionale Monte Genzana Alto Gizio, a Zompo lo Schioppo, alle Gole del Sagittario, al Lago di San Domenico e Lago Pio.
Alcune pagine sono dedicate all’impegno per l’orso bruno marsicano di alcune associazioni ambientali quali WWF, Salviamo l’Orso e Rewilding Apennines.
La conclusione del rapporto è dedicata a Genetica e Genomica per la Conservazione della popolazione di orso bruno marsicano e al PATOM: Piano d’Azione per la Tutela dell’orso bruno marsicano.
Il Rapporto orso 2024 è disponibile in forma cartacea presso i Centri Visita e gli Infopoint del Parco e in versione digitale sul sito ufficiale del Parco.
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Articolo originale pubblicato su sololibri.live qui: Il Rapporto Orso Marsicano 2024: cos’è e dove leggerlo
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