Tutte le religioni mettono il proprio Dio al centro del mondo. L’Umanesimo, invece, periodo storico-culturale europeo del 1300-1400, ha messo l’uomo al centro dell’universo, creando insieme all’Illuminismo settecentesco le basi della concezione laica occidentale contemporanea: l’uomo è artefice di se stesso e del futuro della specie. Una premessa necessaria, presentando il saggio della docente salernitana Virginia Vicinanza, che fin dal titolo, Vi presento Dio... se esiste!, chiarisce l’argomento del volume, pubblicato dalle torinesi Pathos Edizioni (novembre 2024, 216 pagine).
Una corsa attraverso il tempo e nei tempi, scritta con prosa corrente, elegante, mai ermetica e nemmeno filosofeggiante o astratta e astrusa nei concetti. Un’ampia riflessione, documentata, informata, colta, pluridisciplinare e assecondata da una spiccata onestà intellettuale, che s’impegna a ricostruire il rapporto tra l’uomo e la sua idea del divino nel corso dei secoli. Fin dalle prime comunità primordiali, le società umane hanno attribuito l’origine della vita a una forza esterna o a una sacralità sovrumana (molto superiore all’uomo). Non trovando risposte alle domande altrettanto ancestrali (dal perché dei fenomeni atmosferici ai più articolati perché viviamo? Qual è il nostro scopo? Dove andiamo dopo la morte?), hanno creato sistemi di credo religioso che soddisfano solo apparentemente i quesiti, senza dare una sostanziale risposta. Dagli idoli raffigurati rozzamente (in forma femminile, simboli di fecondità), sono nate religioni sempre più strutturate e complesse. Quelle più antiche erano politeiste, professavano l’esistenza di varie divinità, in un pantheon che aveva sede sulla terra o altrove. Quelle moderne sono monoteiste (ebraismo, cattolicesimo e islamismo, in ordine cronologico di nascita) e collocano un paradiso in un altrove ultraterreno, popolato dalle urì per i maomettani, con San Pietro come custode secondo i cristiani, giardino dell’Eden per gli ebrei. A tanti secoli di distanza, quelle domande restano inevase, mentre l’attrito tra l’uomo e gli apparati religiosi ha scatenato fasi di puro terrore. Nel mondo musulmano le regole ferree della sharia continuano a provocare assenza di libertà e sangue.
Al di là di questa introduzione al contenuto del lavoro della professoressa campana, non volendo il recensore azzardare un intervento in scivolata sull’argomento – sarebbe scelta suicida per un non filosofo, tanto meno teologo – sembra opportuno offrire pochi spunti, a partire da quelli proposti dall’indice. Dalla scaletta delle monografie che compongono questo testo, si può capire molto su come il tema venga trattato. Con grande equilibrio e rispetto per credenti e non credenti. Infatti, se Niccolò Machiavelli tuonava: la “Chiesa rovina d’Italia”, Torquato Tasso vantava il “maraviglioso cristiano” e se Foscolo paventava il nulla eterno, Manzoni credeva nella divina Provvidenza. Tanti grandi, con i loro credere e non credere, appaiono nel lungo capitolo dedicato alla letteratura e religione: da Alighieri al mattatore Vittorio Gassman, passando tra gli altri per Carlo Emilio Gadda e la non fede, Eugenio Montale e la divina Indifferenza.
Si parte dal concetto di religione, dall’origine della parola religio, per un viaggio millenario alla ricerca di Dio, che comincia con l’animismo e politeismo e approda alle filosofie e fedi contemporanee. Si parla di guerre di religione, comprese le crociate ovviamente, anche di male e di dolore e si chiude con un bel capitolo su scienza e fede: Albert Einstein e la lettera su Dio, Galileo Galilei e la fede cristiana, Margherita Hack. A proposito dell’astrofisica toscana, nel paragrafo in cui viene illustrato il pensiero dell’indefettibile atea qual è stata fino all’ultimo l’ex responsabile dell’osservatorio triestino e divulgatrice scientifica (Firenze 1922 - Trieste 2013), si distingue un contributo sulla dialettica teismo contro ateismo. Destò scalpore la sua dichiarazione a commento della notizia che il Cern di Ginevra aveva rilevato il bosone di Higgs, conosciuto come la “particella di dio”. Secondo la Hack, “quella particella è dio”, dal momento che spiega come si forma la materia delle altre, da cui deriva il tutto. Hack non ha mai nascosto le sue opinioni sulla religione. Era tra i presidenti onorari dell’Unione degli atei e agnostici razionalisti (Uaar) e negli ultimi anni di vita aveva assunto un atteggiamento ancora più agguerrito. In un confronto con il vescovo Zenti di Verona, nell’Auditorium veronese della Gran Guardia, paragonò i personaggi della fede a quelli creati dalla fantasia umana, come Babbo Natale e la Befana. A suo avviso, l’umanità non ha bisogno di religioni, perché capace di comprendere e declinare i vari comandamenti in ogni momento della vita, tutti i giorni, per ogni attività umana. Dopotutto, non sono norme di origine divina, ma regole ordinarie di vita di una comunità civile, norme di alto buon senso collettivo. Sosteneva di non sentire il bisogno di Dio, comunque. Lo considerava “una spiegazione comoda” del mistero dell’origine, che non la convinceva affatto. Se non aveva simpatia per la Chiesa, conservava invece una grande intesa con alcuni sacerdoti, fra tutti padre Ernesto Balducci, che la chiamava “la mia cara atea”. Le nozze con Aldo De Rosa vennero celebrate in chiesa, nel 1944, per quanto si dichiarasse contraria al matrimonio.
L’autrice Virginia Vicinanza è nata a Salerno nel 1966. Docente di lettere, specializzata in metodologie psicopedagogiche di gestione dell’insegnamento-apprendimento didattico, ha pubblicato nel 2022 L’ideale del buon Pastore in Gregorio Magno.
- Autore: Virginia Vicinanza
- Genere: Religioni
- Categoria: Saggistica
- Anno di pubblicazione: 2024
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Articolo originale pubblicato su sololibri.live qui: Vi presento Dio... se esiste!
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