Una domenica di Fabio Geda (Einaudi, 2019) è un romanzo breve ma denso, un’intensa immersione in un arco di tempo ristretto che racchiude però tutto il peso di una vita e delle sue fratture. L’autore ci conduce dentro una giornata apparentemente ordinaria, in una Torino autunnale, sfumata tra il grigio dei cieli e il ritmo lento delle strade urbane, ma capace di diventare teatro di riflessioni profonde sulla solitudine, la perdita e la ricerca di un senso nuovo.
La casa del protagonista, un uomo vedovo che si trova a dover affrontare la vita da solo per la prima volta, è il fulcro della narrazione: uno spazio domestico intimo, carico di assenze e memorie, dove ogni dettaglio racconta un passato che non si è del tutto ricomposto. In questo ambiente, l’idea stessa di “casa” diventa simbolo di un legame affettivo spezzato e al tempo stesso di una possibilità di accoglienza e riscatto, seppur incerta e fragile. Il protagonista, figura senza nome che diventa così rappresentante universale di chi si confronta con la solitudine e il lutto, è tratteggiato con delicatezza e realismo. La sua presenza si fa sentire attraverso gesti misurati, silenzi carichi di significato e un dialogo interiore che svela la fatica di chi deve ricostruirsi dopo una perdita che ha cambiato tutto. Non è un eroe, né un uomo risolto: è un uomo comune che cerca, tra la nostalgia e la rabbia, un modo per convivere con l’assenza.
Accanto a lui emergono Elena e suo figlio Gaston, due figure che irrompono nella sua routine come un vento inatteso, portando con sé altre forme di solitudine e bisogno di connessione. Elena è una madre forte ma provata dalla fatica di reggere da sola la propria famiglia, mentre Gaston, bambino discreto ma presente, diventa un ponte emotivo tra i personaggi, simbolo di speranza e possibilità di nuovi inizi. La relazione che si instaura tra i tre è lieve e mai forzata, fatta di piccoli gesti, silenzi condivisi e di un’umanità palpabile che attraversa la narrazione.
Le vicende si sviluppano senza grandi colpi di scena o svolte drammatiche, ma proprio nella loro semplicità risiedono la forza e l’intensità del racconto. Il romanzo segue il protagonista in una domenica che avrebbe dovuto essere ordinaria, ma che l’imprevisto trasforma in occasione di riflessione e incontro. Fabio Geda costruisce così un racconto che parla di vite spezzate, di rimpianti mai del tutto sanati e di quella sottile ma tenace voglia di ricostruire legami, anche a costo di mettere in discussione le proprie certezze.
La scrittura è asciutta e precisa, priva di sentimentalismi facili, ma ricca di una profondità emotiva che colpisce nel segno. Ogni frase è calibrata per raccontare non solo ciò che accade, ma soprattutto ciò che si prova, quel misto di dolore, speranza e rassegnazione che caratterizza chi si trova a dover fare i conti con la perdita e la solitudine.
I temi al centro di Una domenica sono universali e toccanti: la fatica del lutto, la difficoltà di accettare un presente che non corrisponde più alle aspettative, il bisogno di vicinanza e di affetto che si fa improvviso e urgente. È un racconto che non offre risposte facili né consolazioni rassicuranti, ma invita il lettore a confrontarsi con la realtà cruda dell’essere umani, con tutte le sue fragilità e contraddizioni. In definitiva, è un’opera che riesce a trasformare una giornata qualunque in una parabola sulla vita, sulla perdita e sulla possibilità di ricostruire legami, anche quando sembra impossibile. Grazie a personaggi autentici, a un’ambientazione realistica e a una scrittura sobria ma penetrante, Fabio Geda ci regala una lettura intensa, capace di restare dentro come una pietra preziosa dal taglio ruvido, che brilla anche nelle sue asperità.
- Autore: Fabio Geda
- Categoria: Narrativa Italiana
- Casa editrice: Einaudi
- Anno di pubblicazione: 2019
- ISBN: 9788806241865
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Articolo originale pubblicato su sololibri.live qui: Una domenica
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