Quello del Capodanno è un rito antico che ogni volta si ripete senza sostanziali modifiche. Da sempre esso segna per gli uomini un momento di bilanci ma soprattutto di speranze per il futuro e Gianni Rodari, maestro e poeta piemontese, nella filastrocca O anno nuovo, pone l’accento proprio su questo aspetto della festa.
Auspici buoni o negativi? Tutto dipende da noi, afferma l’autore, perché ogni anno, in fin dei conti, è esattamente come gli uomini lo fanno.
“O anno nuovo”: testo della filastrocca
O anno nuovo, che vieni a cambiare
il calendario sulla parete,
ci porti sorprese dolci o amare?
Vecchie pene o novità liete?Dodici mesi vi ho portati,
nuovi di fabbrica, ancora imballati;
trecento e passa giorni ho qui,
per ogni domenica il suo lunedì;controllate, per favore:
ogni giorno ha ventiquattr’ore.
Saranno tutte ore serene
se voi saprete usarle bene.Vi porto la neve: sarà un bel gioco
se ognuno avrà la sua parte di fuoco.
Saranno una festa le quattro stagioni
se ognuno avrà la sua parte di doni.
“O anno nuovo”: significato della filastrocca
Cosa ci porteranno i prossimi 12 mesi? Belle sorprese oppure no? Antiche pene o liete novità?
Sono queste le domande che ognuno di noi si pone quando un anno finisce e un altro comincia, e questi sono anche gli interrogativi che aprono O anno nuovo, una delle filastrocche più simpatiche di Gianni Rodari.
In questi versi iniziali del componimento il maestro di Omegna dà voce a tutti noi esternando i sentimenti che ci accomunano in occasione di tale festività e riservandosi di dare una risposta alla conclusione della poesia stessa. Per sapere qual è, dunque, basta leggerla tutta sino alla fine.
Se ci riflettiamo un attimo, gli anni sono tutti uguali, senza alcuna differenza l’uno dall’altro, ovvero sono formati da 12 mesi, 365 giorni di 24 ore, quattro stagioni e settimane che vanno sempre dal Lunedì alla Domenica, eppure a Capodanno, che altro non è se non una convenzione, abbiamo la sensazione di trovarci di fronte a qualcosa di totalmente nuovo, come se attendessimo un evento del tutto sconosciuto che porta con sé euforia e gioia. Ciò dipende dall’atmosfera di festa, dal Natale appena trascorso e dal fascino che la celebrazione del Capodanno esercita sulle persone fin dalla notte dei tempi.
In fondo, se ci pensiamo, è come chiudere un capitolo per iniziarne un altro completamente nuovo. Da qui lo scambio di auguri, i buoni propositi e le speranze che sempre ci accompagnano nella notte di San Silvestro.
Attendersi cose positive è del tutto naturale e comprensibile, ovvio, ma Rodari ci ricorda che
Saranno tutte ore serene se voi saprete usarle bene
in quanto siamo noi a doverci adoperare affinché le giornate che ci aspettano siano costruttive e vantaggiose sotto tutti i punti di vista.
L’anno in sé è soltanto una consuetudine attraverso la quale "mettiamo ordine" al tempo, non ha nulla di vitale e animato, è solo un insieme di giorni a nostra disposizione e come essi saranno dipende solo dal nostro comportamento. Ecco perché la migliore intenzione del Capodanno dovrebbe essere quella di impegnarci affinché vada tutto per il verso giusto
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Articolo originale pubblicato su sololibri.live qui: “O anno nuovo”: il Capodanno di speranza nella filastrocca di Gianni Rodari
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