Israele, non riconoscendola come stato, mette la palestina in minuscolo, dove chi comanda è un gruppo terrorista chiamato Hamas e che il 7 ottobre 2023 bombardò Israele con un cospicuo numero di morti, anche civili, ma niente di paragonabile a quello che in questi due ultimi anni ha messo in campo Israele. Bombe, raid aerei, civili senza casa e senza più bambini, ammazzati. L’Europa e l’Italia se ne sono accorti quando la situazione è diventata insostenibile. Per non parlare dei palestinesi che, per entrare a lavorare in Israele, hanno subìto le umiliazioni dei poliziotti israeliani, che non si sono accontentati dei certificati che attestano che quegli uomini e quelle donne, a Israele, servono per lavori sottopagati. Alcuni sono tornati indietro perché il clima era da "preparazione" alla guerra. Ilan Pappé ne parla nel libro La fine di Israele. Il collasso del sionismo e la pace possibile in Palestina (Fazi, 2025, traduzione di Nazzareno Mataldi).
Un volume dove, con l’ottimismo della volontà, Pappé vuole cambiare scenario, pur essendo ebreo. Dopo la carneficina di due stati piccoli che hanno paura di essere inghiottiti, Pappé si è piacevolmente ricreduto su alcune questioni, come il governo israeliano, che andrà a finire, per due forze che non ne possono più: i giovani palestinesi e Internet. Finalmente si sono svegliate le coscienze della generazione Z, pacifista e stanchissima di vedere i morti civili per terra.
Ma a condizione che il sionismo sparisca. Il sionismo, nato nel 1897, era composto da ebrei che volevano un pezzo di terra anche in Africa. Ma la fine del protettorato inglese e il numero di ebrei scampati dai cambi di concentramento cambiarono la natura dell’ideologia sionista, che si asserragliò nelle terre che erano state degli ebrei fin dall’antico Egitto, senza interferenze. I palestinesi erano solo tollerati, pur con le case dei coloni vicino alla palestina (sempre minuscola, perché per gli ebrei israeliani non credono che ci sia uno stato palestinese né ora, né mai). I sionisti più grotteschi sono nell’attuale governo, con Netanyahu, che mescolano orgoglio ebreo e un ritorno serrato alla religiosità ebraica, in primis la Tōrāq, e poi gli amici più affidabili come il governo statunitense il cui presidente è Trump.
Tra pochi anni tutto questo sarà smantellato e con i nuovi adolescenti e giovani e con la potenza di internet lasciano sperare che ci sarà uno stato della Palestina. D’altronde fino a ora la cittadinanza palestinese è stata ridotta a "macchietta", dal momento che anche gli altri stati arabi non hanno fatto nulla a favore della Palestina. Non ci vorrà molto, non crediamo che i sacerdoti "ebrei" entrati nel governo, furiosi di questa nuova aria che ora si respira flebilmente, vorranno vivere fino a duecento anni.
La fine di Israele. Il collasso del sionismo e la pace possibile in Palestina è un libro indispensabile, ma le idee su come si svilupperanno le mosse per sparigliare le carte non sono ancora del tutto pronte. Se questo libro fosse letto dalla Nomenklatura israeliana, sarebbe una buona partenza, ma i palestinesi si devono sganciare dal terrorismo di Hamas e, per quanto riguarda gli ebrei israeliani, basta con le armi.
- Autore: Ilan Pappe - Ilan Pappé
- Genere: Romanzi e saggi storici
- Categoria: Saggistica
- Casa editrice: Fazi
- Anno di pubblicazione: 2025
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Articolo originale pubblicato su sololibri.live qui: La fine di Israele. Il collasso del sionismo e la pace possibile in Palestina
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