Quello che colpisce, in La cospirazione del bene, non è solo la forza dei contenuti, ma lo stile narrativo: vivo, diretto, capace di restituire un’esistenza interamente spesa per ciò in cui si crede. Luca Casarini, accompagnato nella stesura da Gianfranco Bettin, non è nuovo all’impegno radicale: dai tempi delle Tute Bianche e dei Disobbedienti, è sempre stato in prima linea con il proprio corpo — nelle piazze, nelle "zone rosse", contro ogni forma di ingiustizia. Ma in questo libro la sua scelta si fa ancora più estrema e, al tempo stesso, più intima.
Lo spazio liminale in cui si colloca la sua azione è oggi il Mediterraneo, con il progetto “Mediterranea Saving Humans”: un’iniziativa civile di monitoraggio e salvataggio in mare. Il mare diventa simbolo potente dell’alterità contemporanea, carico di ambivalenza: confine e possibilità, abisso e soglia, minaccia e speranza. È la via della precarietà estrema, dove la volontà di vivere sfida ogni logica di sicurezza e dove i migranti rappresentano i volti concreti dell’alterità da difendere.
È un episodio intimo — l’incubo dell’annegamento dei propri figli — a segnare per Casarini una svolta profonda. In quell’istante, la distanza tra sé e l’altro si annulla: il migrante che sfida il mare non è soltanto un “fratello” in umanità, ma assume i tratti di un “figlio”. Non è più solo qualcuno da sostenere, ma qualcuno di cui prendersi cura senza condizioni, come si farebbe con chi si ama nel modo più assoluto. L’alterità diventa carne della propria carne, chiamata etica che interpella senza possibilità di sottrarsi. In questo movimento interiore, così radicale e profondo, riecheggia la parola greca splanchnizomai — il moto delle viscere, quella compassione viscerale che nei Vangeli muove Gesù a guarire, a sfamare, ad accogliere. Come in Matteo 14,14:
Egli, sceso dalla barca, vide una grande folla e sentì compassione per loro e guarì i loro malati.
È quella stessa compassione a farsi carne nell’esperienza di Casarini: non più un’emozione astratta, ma una forza incarnata, che spinge all’azione concreta, al prendersi cura in modo incondizionato. Un sentimento che nasce da un’urgenza interiore, ineludibile, che travolge e trasforma.
È qui che la disobbedienza civile di ieri, quella delle piazze e dei cortei, si trasforma in un’obbedienza a leggi più antiche, più profonde e più giuste. Come Antigone, che sfida l’autorità terrena in nome delle “non scritte leggi degli dei”, anche Casarini agisce in nome di un diritto che precede quello degli Stati: il diritto alla vita, alla dignità, alla solidarietà. Le sue azioni, apparentemente in contrasto con le norme vigenti, sono in realtà un atto di fedeltà alle leggi immutabili dell’umanità, oggi riconosciute anche dal diritto internazionale — come il principio di non respingimento, il dovere di soccorso in mare e la tutela dei diritti fondamentali. Così, la ribellione non è più solo resistenza: è affermazione di una legalità più alta, che si fonda sull’idea che l’obbedienza vera non consiste nel piegarsi al potere, ma nel rispondere al richiamo di una giustizia che non ha tempo né confini. È qui che il bene si rivela come una cospirazione, un gesto condiviso, una rivoluzione umana. La cospirazione del bene è un testo tanto necessario in questo momento, che ci obbliga a chiederci dove siamo noi, mentre altri scelgono di esserci davvero.
- Autori: Luca Casarini e Gianfranco Bettin
- Genere: Storie vere
- Categoria: Narrativa Italiana
- Casa editrice: Feltrinelli
- Anno di pubblicazione: 2024
- ISBN: 9788807174896
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Articolo originale pubblicato su sololibri.live qui: La cospirazione del bene
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