Il Pantanillo di Ernesto Sabato (Luigi Pellegrini Editore, 2025, trad. di Marino Magliani) è un breve saggio che si può considerare, come suggerito nel prologo, un’opera destinata a lasciare un segno nella letteratura di investigazione biografica, storiografica e giornalistica, scritto dal giornalista e scrittore argentino Pedro Jorge Solans.
Si tratta di un libro pieno di notizie e circostanze, luoghi, foto e documenti, arricchito e completato, tra le altre cose, da un contributo dell’antropologo e scrittore Mauro Francesco Minervino che è anche il direttore della collana Itaca Itaca di cui il libro fa parte.
Nato nel 1911 e morto centenario nel 2011, Ernesto Sabato viene definito come uno dei più importanti, noti e originali tra gli scrittori argentini.
Ernesto Sabato arrivò a El Pantanillo con una mentalità scientifica, e fu in questo pascolo di montagna dove iniziò un intenso cambiamento esistenziale che produsse saggi e romanzi, opere riconosciute in tutto il mondo e lodate da Albert Camus, Thomas Mann, Graham Greene e Salvatore Quasimodo.
Prima di ritirarsi in quella sorta di eremo chiamato El Pantanillo nell’interno del paese sudamericano per dedicarsi alla letteratura e alla saggistica, è stato uno scienziato, un fisico teorico che ha studiato e lavorato tra Argentina, Parigi e M.I.T. negli Stati Uniti, fino a ottenere la cattedra di Meccanica Quantistica all’Università di Buenos Aires. El Pantanillo è un altrove lontano e isolato, immerso nella natura e privo di comodità, dove Sabato conduce una vita quasi da eremita e tuttavia densa di affetti familiari, di contatti e avvenimenti. Ernesto Sabato è l’unico autore argentino, oltre a J.L. Borges, a essere stato insignito di quella sorta di Nobel in lingua spagnola che è il Premio Cervantes, eppure per certi versi resta un outsider. Questa parola, se vogliamo interpretarla secondo l’accezione dell’antropologo Minervino, non costituisce affatto un limite.
Sabato è scrittore di un’opera a sé stante, intrinsecamente fuori canone, lontana dalle scansioni ordinarie della storia letteraria. Non fittissima per titoli e realizzazioni, la sua narrativa occupa tuttavia uno spazio ideale di grande fascino e di importanza letteraria esemplare, di rara rappresentatività.
Il libro, di poco più di 120 pagine, è come un mosaico in cui ogni tassello di Solans aggiunge motivi di stupore e nel quale Minervino, con un convincente saggio nel saggio, tira le fila e mette ordine. Un testo ricco di corrispondenze, fotografie e riferimenti dove tutto è utile per ricostruire sommariamente la storia di questo grande personaggio, a iniziare dal senso di orgogliosa appartenenza alle proprie origini calabresi:
Nelle strade labirintiche e disperse di Buenos Aires, in questa metropoli costruita su un porto e trasformata in un deserto di ammucchiate solitudini.
Inoltre, sono descritti il periodo della ricerca scientifica di alto livello, l’esperienza politica che forse a torto è stata definita ambigua, la quale, sin dai tempi della dittatura degli anni ’70, si è protratta fino al ruolo nelle organizzazioni per i diritti umani, il cambio radicale e l’isolamento volontario, la creazione letteraria fino alla Laurea honoris causa conferita dall’Università della Calabria e che Sabato non ha fatto in tempo a ricevere di persona.
- Autore: Pedro Jorge Solans
- Genere: Storie vere
- Categoria: Saggistica
- Anno di pubblicazione: 2025
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Articolo originale pubblicato su sololibri.live qui: Il Pantanillo di Ernesto Sabato
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