Sorpresa strategica, superiorità tattica, un nemico sottovalutato, considerato militarmente inferiore: tutto sembrava scontato per gli australiani e neozelandesi del corpo di spedizione britannico nei Dardanelli, ma tutto si ritorse contro di loro. Ecco il saggio storico probabilmente più moderno, dettagliato e ben illustrato sul conflitto tra Turchi e Anglofrancesi, segmento nel Mediterraneo orientale della Prima Guerra Mondiale. Lo storico inglese Philip J. Haythornthwaite, studioso di storia militare (soprattutto napoleonica) ed esperto di uniformi ed equipaggiamenti, ha firmato un saggio alla fine del ’900, riproposto dalle edizioni milanesi Res Gestae all’inizio di quest’anno, nella traduzione di Francesca Alliata, Gallipoli 1915. assalto frontale alla Turchia (gennaio 2026, collana “Battaglie militari”, 93 pagine).
Meno di cento pagine, ma corredate da innumerevoli immagini nel testo, (molte a colori), cartine, riproduzioni, disegni e schede riassuntive, che ne fanno un’autentica mini enciclopedia monografica sulla campagna infausta per le Marine da guerra inglese e francese. All’opposto, fece registrare uno scatto di orgoglio, d’insospettata tenuta morale e combattività dell’esercito di un impero in piena e inarrestabile decadenza, qual era quello ottomano nei primi del XX secolo. Sotto la supervisione del generale tedesco Liman von Sanders e ben guidati da alti ufficiali motivati, aderenti al movimento politico riformatore e laico dei Giovani Turchi, i soldati dell’Ordusu si sacrificarono e morirono sulle alture della penisola di Canakkale, secondo la dizione locale.
Se non è facile riassumere la puntuale ricostruzione delle fasi belliche proposta dall’autore, più agevole cogliere lo spunto iniziale dell’episodio, secondo Haythornthwaite, che pone la spedizione nei Dardanelli come conseguenza diretta dello stallo sul fronte occidentale principale del conflitto mondiale, con le operazioni militari cristallizzate nell’imprevista guerra di trincea. Le potenze dell’Intesa erano più che persuase della debolezza dell’Impero Ottomano, considerato il “malato d’Europa”, politicamente vacillante, in condizioni finanziarie critiche, eroso dalla “confusione” nei Balcani e sconfitto dall’Italia in Libia nel 1911.
Il sultano despota Hamid II era stato deposto nel 1909. Al suo posto, il fratello minore Maometto V era un fantoccio nelle mani dei rivoluzionari Giovani turchi, formazione politica che aveva ripristinato la costituzione, abolita nel 1877, ma governava con uguale rigore. Tra i più influenti al vertice, Enver Pascia, ministro della guerra, per metà albanese, ispiratore nel 1913 del licenziamento dall’Esercito di 1.200 ufficiali non allineati.
Se prima della Grande Guerra c’era chi spingeva per un’alleanza con la Francia, Enver guardava alla Germania. All’inizio del 1914, accolse ad Istanbul la Missione Militare tedesca, invitata dai Giovani turchi a riorganizzare l’Esercito. Iniziativa che registrava notevoli risultati, sotto la guida del gen. von Sanders.
Alle viste delle ostilità in Europa, la posizione geografica della Turchia era evidentemente cruciale. Nove decimi del grano ucraino, metà delle esportazioni russe, passava dal Bosforo e i Dardanelli, via principale di scambio con gli alleati, Gran Bretagna e Francia. La neutralità di Costantinopoli era importante, ma due giorni prima della dichiarazione di guerra, Berlino concordò un’alleanza contro la Russia, che tuttavia non impegnava militarmente la Turchia. Già il giorno seguente, la Royal Navy inglese sequestrò e immatricolò due corazzate moderne, a costruzione quasi ultimata nei cantieri britannici, per la flotta ottomana.
Immediata la contromossa tedesca. Berlino inviò in sostituzione alla Marina turca gli incrociatori da battaglia Goeben e leggero Breslau. Eluso il controllo britannico, le unità - ancora in gran parte armate da personale germanico - entrarono in azione bombardando coste russe sul Mar Nero. Il 31 agosto 1914, in seguito alla mancata risposta turca ad un ultimatum franco-inglese, le ostilità dell’Intesa contro la Turchia vennero ufficialmente dichiarate. Nel Caucaso, si scatenarono combattimenti tra le truppe ottomane e russe, ma le sconfitte inflitte dalla Germania alle armate dello zar ai Laghi Masuri e Tannenberg indussero Francia e Inghilterra a condurre un’offensiva navale contro i Dardanelli, per distrarre l’Impero Ottomano dal fronte montano, costringerlo all’armistizio e rifornire la Russia attraverso il Bosforo.
Ideata principalmente dal Primo Lord dell’Ammiragliato Winston Churchill, la campagna di Gallipoli (aprile 1915 - gennaio 1916) aveva l’obiettivo strategico di forzare lo stretto dei Dardanelli e occupare la capitale. Divenne un’operazione anfibia sanguinosa e fallimentare, a danno soprattutto delle generose truppe Anzac (Australia e Nuova Zelanda), fermate a Canakkale dai fanti turchi al comando del colonnello Mustafa Kemal, il futuro Ataturk (padre della Turchia).
In principio (febbraio-marzo 1915), l’offensiva navale anglo-francese contro le fortificazioni turche lungo lo stretto venne fermata dalle mine subacquee e dall’artiglieria costiera. Inevitabile un’invasione terrestre, avviata il 25 aprile: truppe britanniche sbarcarono a Capo Helles, il corpo d’armata Anzac più a nord (Anzac Cove). Le scogliere ripide e le solide posizioni difensive turche sulle alture pretesero assalti frontali ad altissimo costo di vite umane.
La battaglia divenne anche qui una sanguinosa guerra di trincea, resa ancora più insopportabile da epidemie, caldo estremo e penuria d’acqua. Ad agosto, anche un nuovo sbarco nella baia di Suvla non riuscì a sfondare le linee difensive. Nei primi di gennaio del 1916, preso atto del fallimento, agli Alleati riuscì una ritirata strategica notturna, unica fase condotta con successo e senza perdite. L’intera campagna era costata 250mila giovani uomini (circa 56mila caduti). 87mila morti e un numero simile di perdite tra gli Ottomani.
- Autore: Philip J. Haythornthwaite
- Genere: Romanzi e saggi storici
- Categoria: Saggistica
- Anno di pubblicazione: 2026
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Articolo originale pubblicato su sololibri.live qui: Gallipoli 1915. Assalto frontale alla Turchia
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