Con Figli per i Bastardi di Pizzofalcone (Einaudi, 2026), il nuovo capitolo della serie dedicata ai Bastardi di Pizzofalcone, Maurizio de Giovanni torna nel commissariato più precario e umano di Napoli: intrecciando indagine poliziesca e vite private, mostra come dietro ogni caso si nascondano sempre esistenze imperfette, in continuo cambiamento, segnate da fragilità e da un costante bisogno di equilibrio. Anche in questo romanzo il meccanismo investigativo è importante, ma ciò che realmente dà profondità alla storia è lo spazio riservato ai sentimenti, ai legami familiari e ai pensieri dei protagonisti. Non a caso il titolo scelto dall’autore, Figli, diventa la chiave di lettura dell’intero libro, che lascia intravedere un’evoluzione della serie verso un approdo inatteso.
Il racconto prende il via in una calda notte estiva, carica di tensione: si parla di dolore, di morte, di sofferenza e di punizione. Anche il vicequestore Luigi Palma, mentre aspetta l’alba che non arriva, in uno dei suoi momenti di sospensione ripensa alla sua famiglia, alla donna che ama e al futuro che non sa se può ancora immaginare.
Nel quartiere di Pizzofalcone, invece, in una strada dritta, ben illuminata, una donna sente un tonfo e affacciandosi alla finestra vede una persona a terra. Si scoprirà che non si tratta di un semplice incidente, ma di un gesto volontario: qualcuno ha investito un uomo e poi è tornato indietro per finirlo, ripassandogli sopra con l’auto. A occuparsi del caso sono il magistrato di turno, Mariano Sommella, e i Bastardi di Pizzofalcone. La vittima è Francesco Cascetta, cinquantasette anni, patologo e proprietario di un laboratorio di analisi al Vomero, convenzionato con numerose cliniche della città. Un uomo conosciuto, spesso presente nei dibattiti pubblici e sulle pagine dei giornali. Sposato, con un figlio ventenne e una villa a Posillipo, anche se il matrimonio è ormai solo una convivenza formale. A rendere la vicenda ancora più enigmatica è il luogo del delitto: una strada secondaria in un quartiere molto diverso da quelli che Cascetta frequentava abitualmente. L’indagine si muove quindi tra vita privata, rapporti familiari e segreti che il passato non ha del tutto cancellato.
Mentre il caso prende forma, però, l’attenzione del romanzo si sposta progressivamente sulle vite dei poliziotti del commissariato. Il titolo Figli si riflette infatti nelle storie personali di tutti loro, come se ciascuno fosse costretto a confrontarsi con la stessa parola, ma declinata in modi diversi: tutti sembrano avere la mente occupata dallo stesso pensiero.
Giuseppe Lojacono, detto il Cinese, vive con la figlia Marinella da quasi tre anni. La ragazza si è adattata alla vita napoletana con sorprendente facilità, ma poi qualcosa è cambiato. Marinella ha attraversato un periodo difficile, fatto di silenzi improvvisi, pianti e porte chiuse. Lojacono ha provato una paura diversa da tutte quelle che ha conosciuto nella sua vita di poliziotto: la paura di non riuscire a capire sua figlia. Grazie all’aiuto di un’insegnante, la ragazza ha ritrovato una certa tranquillità, ma non è più la stessa.
Il vicequestore Luigi Palma vive invece una tensione diversa. Il suo legame con la collega Ottavia Calabrese è profondo, ma la donna è ancora intrappolata in un matrimonio che non riesce a chiudere. Al centro di tutto c’è Riccardo, il figlio di Ottavia, affetto da una grave forma di autismo. Palma sogna una vita insieme a loro, ma sa che ogni decisione della donna è condizionata dalla sua stessa presenza.
Anche Francesco Romano, soprannominato Hulk, si trova davanti a un nodo emotivo difficile da sciogliere. Il suo matrimonio con Giorgia continua soprattutto per il progetto di adottare la bambina che ha salvato e che ora ha bisogno di stabilità e protezione. Eppure nel suo cuore c’è un’altra donna. Romano è diviso tra responsabilità e sentimento, tra ciò che sente e ciò che ritiene giusto fare per il bene della bambina, ma anche per se stesso.
Alex di Nardo ha trovato la serenità con la compagna Rosaria, ma si trova a fronteggiare la situazione che si è creata con la grave malattia della madre. Il tema dei figli si presenta come una scelta improvvisa che riguarda il futuro e Alex deve confrontarsi con la prospettiva di una responsabilità nuova, che cambierà il modo di guardare la propria vita.
Marco Aragona, forse il più irrequieto del gruppo, sicuramente il più divertente, rifiuta invece la proposta del padre, disposto a garantirgli una vita più comoda con il pagamento di una suite in albergo. Serpico rifiuta per orgoglio e per il bisogno di dimostrare la propria indipendenza, sicuro della sua attuale sistemazione a casa del vicecommissario in quiescenza Giorgio Pisanelli.
Infine, Elsa Martini, che come ogni madre possiede le antenne, ha compreso che Vicky, probabilmente la quattordicenne più intelligente del pianeta, le nasconde qualcosa. Non sa però che la figlia ha capito perché si sono trasferite a Napoli e, incrociando i dati sul web, si è rivelata al padre.
In questo intreccio di storie personali emerge con chiarezza una delle qualità più riconoscibili della scrittura di Maurizio de Giovanni: la capacità di fondere l’indagine con l’osservazione delle emozioni umane. Il delitto, che pure occupa una parte importante del romanzo, non è mai soltanto un enigma da risolvere, ma l’occasione per descrivere un luogo e entrare nelle vite dei personaggi. La prosa è caratterizzata da una fluidità misurata e sempre efficace, sostenuta da un ritmo equilibrato, e alterna dialoghi a descrizioni e a toccanti momenti di introspezione. Napoli e Pizzofalcone continuano a essere una presenza viva, fatta di quartieri diversi, atmosfere notturne, contrasti sociali e quotidianità rumorosa.
L’indagine sull’omicidio di Cascetta procede tra sospetti e rivelazioni, ma il vero movimento del romanzo è quello interiore dei suoi protagonisti. Padri, figli e aspiranti genitori si trovano tutti davanti alle proprie paure, alle responsabilità e alle speranze legate al futuro. E proprio questa dimensione corale, in cui ogni personaggio porta con sé una vulnerabilità diversa, continua a essere la forza della serie: un gruppo di poliziotti imperfetti che cercano di fare giustizia mentre provano, con fatica, a mettere ordine nelle loro vite.
- Autore: Maurizio de Giovanni
- Genere: Gialli, Noir, Thriller
- Categoria: Narrativa Italiana
- Casa editrice: Einaudi
- Anno di pubblicazione: 2026
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Articolo originale pubblicato su sololibri.live qui: Figli per i Bastardi di Pizzofalcone
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